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Altare

L'altare o mensa di rito bizantino è di forma quadrata, senza gradini, coperto da una duplice tovaglia ed è collocato nel Presbiterio, separata dal resto della chiesa dall'iconostasi.

Sull'altrare non ci sono ornamenti: l’altare rappresenta il corpo stesso di Cristo e quindi non presenta fiori, immagini o altro.

Sull’altare si trovano:

a) L’antiminsio,

b) Il Vangelo simboleggia Gesù Maestro e rimane giorno e notte posato sull’antiminsio dell’altare;

c) La Croce è deposta in piano alla destra del Vangelo;

d) L’Artoforio (tabernacolo) generalmente è una piccola urna dove si conserva il SS. Sacramento per gli infermi.

Un grande Crocifisso dipinto è posto dietro l’altare; i Russi vi aggiungono una icona della Madre di Dio ed evitano di porre le candele o le lampade sulla mensa preferendo un alto candelabro a sette braccia appoggiato a terra dietro l’altare. Questo dimostra una grande riverenza per l’altare che simbolicamente rappresenta il Corpo Santissimo di Cristo.

- User:Raggiodisole, March 13-May 13, 2011

Antiminsio

Serbian Antimisio XVI century
L'antimisio è un quadrato di seta o di lino, consacrato dal vescovo e contenente reliquie; porta stampato all’interno la scena del seppellimento di Gesù, corrisponde al corporale ed alla pietra sacra.

Nelle pieghe dell’antiminsio si conserva una piccola spugna, che serve a tergere le dita dei sacerdoti ed il disco dalle briciole del pane consacrato. Simboleggia la spugna con cui fu abbeverato Gesù in Croce.

- User:Raggiodisole, May 13, 2011

Dio

La più perfetta immagine di Dio è quella che ha dipinto Lui stesso quando ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza. (Gen 1,26-27).. Pertanto conoscendo l'uomo si conosce Dio. La teologia dei Padri della Chiesa si può quindi definire antropologica. I teologi russi approfondiscono il tema: non si può apprezzare l'immagine volendo ignorare chi è rappresentato. Per conoscere l'uomo, occorre fare riferimento all'esistenza di Dio. L'antropologia diventa quindi teologia.

- User:Raggiodisole, August 28-29, 2011

Divinizzazione

La Divinizzazione è la condizione del cristiano che vive la fede nell'incarnazione: il Verbo di Dio si è fatto uomo, affinchè l'uomo diventasse divino. " Dio si è fatto uomo affinchè l'uomo diventasse Dio!" questa frase porta l'essenziale del messaggio cristiano che lega insieme il mistero dell'incarnazione - Dio si è fatto uomo - con il mistero della redenzione espresso in termini di divinizzazione. E questa è la fede di tutta la Chiesa, il dogma principale che riguarda l'antropologia.

Il Dio-Uomo è Cristo. L'"uomo di Dio", l'uomo divino, è il santo. Nella vita di Antonio, Atanasio, il teologo dell'incarnazione, descrive il cammino che porta l'uomo dall'immagine alla somiglianza e che è fondamentalmente il movimento dell'incarnazione vissuto da parte dell'uomo.

Il termine divinizzazione può essere usato senza esclusione e senza controversia anche come giustificazione, santificazione, se professano la stessa fede: Cristo è la nostra salvezza, che consiste nel ritorno al Padre, reso per noi possibile tramite il dono dello Spirito Santo, presente in noi.

- User:Raggiodisole, August 28-29, 2011

Doxastichon

Il Doxastichon traduzione in greco: Δοξαστικόν è un'inno del Servizio Divino della Chiesa Ortodossa Orientale e della Chiesa Cattolica Orientale, che segue il rito bizantino.

- User:Raggiodisole, June 16, 2011

Iconografia

Arte teologica che tende verso l'ineffabile, mira ad una dimensione che supera il mondo naturale. Questa salita è una comunione con l'Eternità.

- User:Raggiodisole, March 3-4, 2011

Igumeno

Egumeno, hegumenos, o ihumen, igumeno (Greco: ἡγούμενος; Bulgaro & Russo: игумен; Serbo: Игуман o Iguman) uno dei ranghi della gerarchia monastica ortodossa.

E' il titolo con cui viene indicata la guida di un monastero nelle Chiese ortodosse, ruolo simile a quello di abate. La persona a capo di un convento di suore è chiamato invece egumenia o ihumenia (Greco: hegumeni; Serbo: Игуманија o Igumanija; Russo: игумения). Tale termine significa "colui che è in carica", "la guida" in Greco.

Il titolo fu applicato in tutti i monasteri. Dopo il 1874, quando i monasteri russi furono secolarizzati e classificati in tre classi, il titolo di egumeno fu riservato solo per i monasteri appartenenti alla classe più bassa, la terza. L'abate dei monasteri delle prime due classi fu invece chiamato archimandrita.

I doveri di egumeni e archimandriti sono gli stessi, solamente durante il servizio religioso gli egumeni vestono un semplice mantello, mentre gli archimandriti ne indossano uno decorato con sacri testi, portano la mitra e tengono nella mano un bastone di legno lavorato (палица, "palitsa").

Nella Chiesa cattolica greca di rito bizantino, il capo di un gruppo di monasteri raggruppato nello stesso territorio è chiamato Protoegumeno (Proto-ihumen, Protoihumen, Proto-egumeno).

- User:Raggiodisole and User:Aura Ambar, July 30, 2011 - August 29, 2011

Protesi

La Protesi è una piccola mensa posta a sinistra dell’altare centrale dove il sacerdote compie il rito della Proscomidia (preparazione).

All’inizio della preparazione si trovano sulla Protesi gli oggetti necessari al Santo Sacrificio:

  1. il calice, piuttosto grande;
  2. il disco che corrisponde alla patena, ma è più grande e profondo, spesso dotato di un piedistallo. Simboleggia il presepio;
  3. l’asterisco (stella) formato da due semicerchi di metallo incrociati ed uniti nel mezzo da una vite, da cui pende o dove è incisa una stella. Simboleggia la stella dei Magi. Praticamente serve a coprire il disco affinché il velo non venga a contatto con il pane;
  4. i tre veli: per il disco, per il calice ed uno più grande, detto aere, che serve a coprire i santi doni (sia il disco che il calice) e simboleggia la pietra del sepolcro di Gesù;
  5. la lancia, con la quale si taglia il pane da porre sul disco. Simboleggia la lancia che trafisse il costato di Gesù;
  6. il cucchiaino, serve per la S. Comunione ai fedeli. Simboleggia le molle con cui il Serafino prese il carbone ardente e toccò le labbra di Isaia (Is. 6, 6). Il carbone ardente presso gli Orientali è una figura per designare la particola consacrata;
  7. la prosfora o pane per la messa. E’ pane comune fermentato, che porta una impronta quadrata con una croce e le sigle IC XC NI KA, cioè: Gesù Cristo vince! La parte delimitata da quest’impronta, tagliata durante il rito della preparazione e collocata sul disco, corrisponde all’Ostia della Messa latina. Altre quattro prosfora servono per estrarne delle particelle in memoria della Madonna, dei Santi, dei vivi e dei morti. Il pane avanzato viene tagliato in piccoli pezzi,deposto in un vassoio, e, dopo essere stato benedetto durante la Liturgia, viene distribuito al popolo sotto il nome di antidoro.
  8. Il vino (possibilmente rosso) e l’acqua si trovano nelle relative ampolle sulla Protesi;
  9. Lo Zéon (slavo: teplotà) è l’acqua calda che viene immessa nel calice prima della Comunione.

Sources

- User:Raggiodisole, May 13, 2011

Rivelazione

Rivelare significa rendere manifesto qualcosa o qualcuno. La Rivelazione è il concetto chiave per comprendere il cristianesimo, che può essere definito come la religione della Rivelazione. Dio che si rivela è Dio che autocomunica se stesso e si autorivela nella storia di Israele e nella persona di Gesù. Dio che si autocomunica vuol dire che decide di entrare in contatto con la creatura, per renderlo partecipe del suo progetto, e lo fa partecipando effettivamente se stesso. in una comunicazione che ci permette di scoprirlo in una visione di conoscenza ma soprattutto di amore. Rivelandosi Dio nei confronti dell'uomo si fa donatore, dono, ma al tempo stesso compimento. All'origine della Rivelazione vi è la Parola di Dio.

- User:Aloisio and User:Raggiodisole, August 29, 2011

Tradizione

La Tradizione - paradosis - non è un'altra fonte di rivelazione accanto alle Scritture: è il " modo unico di ricevere la rivelazione", lo Spirito che fissa le scritture e preserva il loro senso. LA Tradizione non è un complemento della Parola, bensì il Soffio che porta la Parola e la rende viva in tutte le età della chiesa.

Non si riduce ad una semplice interpretazione delle Scritture, spirito critico della chiesa. Essa anima e trasforma in "cristosfera" tutte le espressioni della rivelazione presenti nella vita "misterica" della chiesa, e in particolare i segni, simboli e riti che san Basilio chiamava "dogmi segreti".

- User:Raggiodisole, March 10, 2011

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